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  • La topomastica del pane a Roma

    Il rapporto che esiste tra alcuni nomi della vie di Roma e il pane e il suo mondo
  • Pani piatti e carne

    L'immagine la possiamo ritrovare in tutto il mondo: due mani che tengono stretto un pane piatto avvolto intorno a della carne fumante. Non importa tanto quale sia la farcitura, quello che è costante è la tipologia di pane, la presenza di una farcitura e il mangiarlo con le mani.Potrei essere in Cina, India o in Messico… Rimane che avvolgere la carne (ma il fenomeno si estende anche alle tradizioni vegetariane, in cui la carne è sostituita con legumi o verdure) nel pane piatto è una ...
  • I benefici psicoterapeutici dei prodotti da forno

    Panificare, cucinare prodotti da forno per gli altri, ha risvolti psicologici estremamente importanti, vari studi universitari lo attestano, scopriamo cosa lega pane e benessere psicologico.
  • I musei del pane italiani

    Il censimento dei musei del pane in Italia e la missione genarle dei musei dedicati al cibo
  • Perché un mio libro sul pane?

    Non so bene come ho fatto, ma ho scritto un libro, e precisamente un libro sull’archeologia e l’antropologia del pane. A essere precisa so bene come ho fatto, e il silenzio che per questo tempo ha caratterizzato il blog ne è un risultato, ma se mi guardo indietro in questi 10 mesi e più di ricerca, studio e scrittura ancora non ci credo che sia finito. In questi giorni sto curando la revisione del testo con l’editore ma presto (per metà maggio) avrò la data certa nella quale potrò ...
  • Breve antropologia del pane

    Perché è importante parlare del pane da un punto di vista antropologico? Perché è uno degli alimenti più ricchi di significati, di funzioni e di valenze culturaliSe ci spingiamo al di là dell'idea che sia un semplice cibo che si ottiene mescolando acqua e farina, lasciato più o meno a lievitare, e poi cotto al forno scopriremo subito che il pane porta con sé memorie,valori simbolici, tradizioni che vanno oltre al semplice sfamare il corpo: il pane sfama anche lo spirito. E' questa la sua peculiarità: essere al tempo stesso cibo e segno. Conoscere il pane implica quindi imparare quali sono le sostanze di cui è fatto, le tecniche e i saperi necessari alla sua produzione e al suo consumo e, infine, le reti di relazioni sociali e i significati culturali che caratterizzano le tante forme che assume. ...
  • Il pane sacro

    Ero intenta a fare alcune ricerche sul simbolismo del pane e, nello sfogliare il volume "Il linguaggio della dea" di Marija Gimbutas, mi sono imbattuta in alcune pagine e immagini veramente molto interessanti. Una premessa, il lavoro di questa archeologa lituana è stato fonte di molte critiche, e molte delle sue teorie sono ormai sorpassate. Eppure leggere la sua interpretazione di alcuni simbolismi neolitici, su ventre gravido e forni per il pane (riallacciati poi al folklore europeo, ancora vivo fino a qualche decennio fa), mi ha alquanto colpita. Vi lascio qui parte delle sue riflessioni: ...
  • Il Lavash, il pane armeno… e l’etnoarcheologia

    Con questo post nasce un gemellaggio con il blog ATOR (Arc-Team Open Research) degli archeologi di Arc-Team ed Evoluzione Culturale. Ci scambieremo post e si collaborerà attraverso quello che per me è l'aspetto più vicino all'archeologia (dal punto di vista dell'etnologia): l'etnoarcheologia e il cibo. ...
  • Dalla Sagra delle patata di Montese all’Inchiesta agraria di Stefano Jacini

    Ci sono sagre e sagre: quelle inventate, quelle utili solo a livello turistico e quelle che cercano realmente di recuperare il legame con il territorio e con la specificità delle cucine locali, frutto di saperi e pratiche di lunga durata, in continua trasformazione, presenti nella vita quotidiana o festiva delle popolazioni. Lascio a Ernesto Di Rienzo il compito di approfondire meglio il fenomeno “Sagra” in Italia, con il suo saggio “Effetto Sagra: gastronomie di piazza nel Lazio rurale contemporaneo”, quello che mi interessa è sottolineare come gli organizzatori di una sagra ormai storica quella della “Patata di Montese e del Parmigiano reggiano”, che vanta ormai 35 anni di vita, abbiamo sentito il bisogno di sostanziare il loro operato ospitando un seminario di studi dedicato alla riscoperta degli antichi mestieri artigianali e delle antiche ricette locali. ...
  • Bambole che si mangiano: i pani votivi

    Pupazza Frascatana

    “Nel Wermland, in Svezia, la contadina col grano dell'ultimo covone impasta un pane in forma di bambina che viene mangiato da tutti i membri della famiglia e rappresenta lo spirito del grano in forma di fanciulla”
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  • Dal Salam d’la duja al laboratorio di panificazione del Museo di Pastena

    Siamo entrati nell'autunno, presto arriveranno i primi freddi ed è piacevole pensare a una serata da passare intorno a un piatto che profuma di camino e di vecchi sapori, ormai quasi del tutto spariti. E' il caso del Salam d'la duja, antica ricetta per conservare la carne, nata in quella terra di confine che si estende da Vercelli a Novara, lungo la bassa Val Sesia poi a Mortara, Vigevano, Pavia, seguendo poi il Ticino fino a Mantova tra Po e Mincio. Terra d'acqua, da qui l'esigenza di conservare le salciccie non appese, ma immerse in un aromatico strutto speziato, che profumava e rendeva morbidissima la loro carne. Ne ho parlato per Lavinium memore della promessa di raccontare, di volta in volta, le origini di una ricetta storica dedicata ad uno dei metodi di conservazione del cibo. ...
  • Il Museo delle Culture di Riofreddo… e la sua tradizione culinaria

    Durante questa estate, passata per lo più in Abruzzo, ho avuto modo di girare per qualche museo per capire non solo un territorio ma anche come sono gestiti e tenuti i piccoli musei italiani. Il primo museo che ho visitato, al confine tra Lazio e Abruzzo, è stato il Museo delle Culture “Villa Garibaldi” di Riofreddo. Un museo dalle molte anime, visto che ospita ben quattro sezioni: archeologia, demoetnoantropologia, garibaldina e storica. A farci da guida è stata la Prof.ssa Annita Garibaldi Jallet, discendente di Ricciotti Garibaldi (figlio di Giuseppe e Anita). E’ grazie a lei che si deve la creazione di questo museo, nato per preservare la storia della sua famiglia così profondamente legata al paese di Riofreddo. ...