Ecoantropologia 4 results
  • Le conseguenze impreviste della nascita dell’agricoltura – 2 parte

    Nel precedente post ci eravamo lasciati con una serie di domande su come il declino della salute mentale si possa collegare alla nascita dell'agricoltura. Per rispondere a questi quesiti Wells ci porta a Maria Gugging, qui si trova l'Ospedale psichiatrico dell'Austria inferiore. Un luogo di tristi ricordi per la storia della psichiatria, ma che oggi ospita lo Haus der Kunstler, o Casa degli Artisti, creata nel 1981. E' qui che sono stai condotti i primi studi sul rapporto esistente tra schizofrenia e arte, a beneficio dei pazienti ospitati in questa struttura. Il fondatore del centro, Leo Navratil, pensava che le menti degli schizofrenici e di altri malati mentali avessero un rapporto privilegiato con il processo artistico, non addomesticato dalla società, riuscendo in tal modo a dare vita a un'arte “pura”. Navratil sosteneva che la gente malata di mente ci mostra ciò di cui saremmo capaci se potessimo soltanto liberarci dai vincoli imposti dalla società. ...
  • La Decrescita di Latouche e il paragone con la cucina

    In un periodo come quello che stiamo vivendo, dove un vecchio sistema si intestardisce a tramandare e riproporre schemi economici che hanno dimostrato tutta la loro debolezza e inconsistenza (a livello sociale ed ecologico) leggere "Come si esce dalla società dei consumi" di Serge Latouche può aiutare molto nella comprensione delle motivazioni  che sono dietro questa testardaggine. La Crescita, di cui sentiamo tanto parlare come unica soluzione "è soltanto quella del capitalismo e si ...
  • La memoria dei contadini: un convegno molte riflessioni

    Si è conclusa da circa una settimana la manifestazione “La memoria dei contadini. Musei, biodiversità e saperi della terra”, alla quale ho partecipato ospite del Comune di Santarcangelo di Romagna come relatrice a una delle due sessioni del tavolo dedicato a "Musei e Saperi della Terra". Un’occasione interessante non solo per presentare un lavoro ma anche per osservare il percorso che l’antropologia sta conducendo nel ripensare la museografia e in special modo quella dedicata al mondo contadino. E lo fa ponendosi tutta una serie di interrogativi indice del fatto che, al pari dei musei, sta rivitalizzando il suo operato indirizzandosi come materia applicata e non solo teorica. L’antropologia dell’alimentazione, o della produzione degli alimenti è sempre stata vista dagli antropologi come materia poco dignitosa per un’indagine seria, scrupolosa, scientifica e quando lo ha fatto è accaduto sempre in relazione a studi in cui il cibo era espressione di un fenomeno altro, quasi un corollario. Ora qualcosa sta cambiando. E’ un buon segno quello di antropologi che si incontrano e si mettono a parlare di agricoltura; sta nascendo un’etnografia delle agricolture contemporanee che dialoga con una museografia dell’agricoltura contemporanea per fare sì che i musei si trasformino in presidi del territorio. ...
  • L’Open Source Ecology

                  Dall’ecoantropologia alla Open Source Ecology sembra che la distanza sia minima, mi ritrovo così a riflettere su come, inevitabilmente, le cose stiano cambiando proprio in base a quanto contenuto nel mio precedente post. Leggendo La Repubblica del 17 agosto 2011, a firma di Jaime D’Alessandro, mi imbatto in un articolo che mi colpisce subito dal titolo “Turbine, trattori e pannelli solari, il kit per una civiltà in miniatur...