Esperienze su campo 20 results
  • Anna Kauber: “Pastore: femminile plurale”

    Donna e mondo rurale, il nuovo progetto di Anna Kauber dedicato al mondo della pastorizia italiana al femminile
  • Gambero Rosso e Chinese Culinary Institute verso l’integrazione delle cucine: la Cina

    Parlare di cucina cinese in Italia è un atto coraggioso. Pur vantando una delle più grandi culture culinarie mondiali, la Cina non se la passa bene in fatto di banalizzazione del suo patrimonio gastronomico. La sua notorietà sembra essere dovuta più alla sua diffusione mondiale (solo l'industria americana del fast food riscuote oggi un successo mondiale di pari dimensioni) che a quelli che sono i suoi principi originali. A gravare su questa situazione, almeno in Italia, è una ristorazione ...
  • Dal pane nero… Al pane verde

    E’ da un po’ di tempo che sui banchi dei nostri panifici, piccola o grande distribuzione che sia, è apparso qualcosa di decisamente nuovo: il pane nero. No, non sto parlando del comune pane integrale, spauracchio del contadino dei tempi che furono e oggi emblema di scelte alimentari di tipo elitario, salutistico ed ecologico. Il pane che cattura così facilmente la nostra attenzione, tra la ricchezza del bancone del fornaio, è un pane nero pece, che ricorda decisamente il carbone. Ed è ...
  • Passione, sensibilità, cura: Vite di donne

    Il Vinarello di Maurizia Gentili dedicato a Vite di donne

    "(...) mentre camminavo per una strada di Montescaglioso una donna di oltre settantanni, che lavorava una coperta sulla porta di casa, mi chiama e dice "Dove vai così carica, che vai cercando?". Io rispondo "Vado cercando favole, fatti antichi". "E fermati che te ne dico uno io". Così mi fermo, entriamo in casa, piena di nipoti (ce n'ha 45: oltre a quelli di Montescaglioso, ne ha in America, in Svizzera). Appena mi siedo, comincia a dire "Sono una donna di Montescaglioso, posseggo diciotto figli, dieci viventi e otto morti. Voglio mandare una lettera a Leone...". E mi racconta la sua vita straziata. (Da un diario di campo di Aurora Milillo, luglio 1976)

     Ecco, partecipare a "Vite di donne" (che ho presentato in questo post) è stato così per me, come descrive bene Aurora Milillo, una nostra grande studiosa di storia delle tradizioni popolari. Sono arrivata sicuramente carica dalle troppe nozioni accademiche, ma poi è bastato iniziare la tavola rotonda, per lasciarsi sedurre dalle parole delle protagoniste; vignaiole e comunicatrici del vino. Perché chi non sa osservare non sa conversare. ...
  • Vite di donne ovvero l’antropologia e le storie di vita oggi

    Gli eventi seguono un po' le regole che valgono per la scrittura, a un certo punto pretendono che venga detto quello che vogliono loro, e non sempre le modalità sono quelle fissate o sperate dal suo creatore. Si, insomma vivono di vita loro, come i personaggi di un romanzo. E' accaduto un po' questo nel dare forma e sostanza a “Vite di donne” quando Arianna Fugazza e la sua associazione PIV, mi hanno invitato a lavorare a quella che era ancora un'idea. ...
  • Due progetti a… Dublino (anzi, tre)

      Trovarsi un giorno a Dublino, per incontrare (dopo 15 anni!!) un amico, e portare nella valigia due progetti da proporre all'Istituto di cultura italiano. Ad aspettarmi in città Massimiliano Roveri, Francesco Pallanti e Luca Buonfiglio di Cantiere Creativo  invitati, sempre dall’Istituto Italiano di Cultura di Dublino, a raccontare, presso l’Irish Architectural Archive, la storia di come stanno portando nel social web l’istituzione che ha “inventato il Rinascimento, ovvero l’Opera di Santa Maria del Fiore di Firenze. ...
  • La scoperta del caffè (artigianale)

    Il caffè, il liquore sobrio, intensamente cerebrale, che, tutto al contrario degli spiriti, aumenta la chiarezza e la lucidità – il caffè che sopprime la poesia vaga e pesante dei fumi dell’immaginazione, che, ben visto dal reale, scatena la scintilla e il chiarore della verità. - JULES MICHELET, L’avènement du café

    Il mio viaggio in Emilia-Romagna, oltre che con la sagra della patata di Montese, ha combaciato anche con un incontro, che seppure non è il primo, è stato molto atteso: quello con Alberto Trabatti, torrefattore artigiano di caffè a Ferrara. Avevo conosciuto Alberto grazie a A cena con gli Ottomani, evento nel quale ha rivestito il ruolo di sponsor tecnico, offrendo in più, a tutti gli ospiti, il suo caffè, di cui va giustamente orgoglioso.

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  • Dalla Sagra delle patata di Montese all’Inchiesta agraria di Stefano Jacini

    Ci sono sagre e sagre: quelle inventate, quelle utili solo a livello turistico e quelle che cercano realmente di recuperare il legame con il territorio e con la specificità delle cucine locali, frutto di saperi e pratiche di lunga durata, in continua trasformazione, presenti nella vita quotidiana o festiva delle popolazioni. Lascio a Ernesto Di Rienzo il compito di approfondire meglio il fenomeno “Sagra” in Italia, con il suo saggio “Effetto Sagra: gastronomie di piazza nel Lazio rurale contemporaneo”, quello che mi interessa è sottolineare come gli organizzatori di una sagra ormai storica quella della “Patata di Montese e del Parmigiano reggiano”, che vanta ormai 35 anni di vita, abbiamo sentito il bisogno di sostanziare il loro operato ospitando un seminario di studi dedicato alla riscoperta degli antichi mestieri artigianali e delle antiche ricette locali. ...
  • La collaborazione fra tradizione, identità e territorio: i vignaioli del Morellino di Scansano

    A volte può solo far bene uscire dalla propria area di specializzazione per poter vedere le cose da un nuovo punto di vista.  Così quando  la cantina del Morellino di Scansano mi ha chiesto di parlare di cosa sia la capacità di collaborare da un punto di vista antropologico ho raccolto la sfida. Nel workshop che si è tenuto il 29 giugno a Scansano ho così potuto riallacciare concetti cari all'antropologia quali identità e territorio alla scelta di buona parte dei vignaioli di costituirsi in una cooperativa ben 40 anni fa. Una decisione illuminata grazie alla quale la qualità dei loro vini è indubbiamente cresciuta insieme alla convinzione che fare gruppo rende sì più forti ma anche più uniti e motivati a valorizzare la terra che coltivano. ...
  • “A cena con gli Ottomani”: antropologia e cultura della cucina Turkmena

    Lavorare a un progetto grande come "A cena con gli Ottomani", che si è tenuto a Roma il 20 maggio scorso, ha indubbiamente concentrato tutta la mia attenzione, capacità e energia dai primi di gennaio fino ad oggi. Questo evento poliedrico, completamente nuovo nella concezione e nell'offerta, è stato portato avanti da me e Irene Fabbri, entrambe antropologhe dell'alimentazione ed entrambe decise a dare vita a qualcosa che, secondo noi, ancora non era ancora presente sul “mercato" della cultura legata alle cucine del mondo. Un evento, quindi, che riuscisse a immergere totalmente il pubblico nei sapori e nei saperi di un popolo passando attraverso la ricostruzione del suo contesto storico attraverso tre dimensioni: cultura, arte e cibo. Personalmente penso che questa sia una delle capacità peculiari dell'antropologo: riuscire a dare a una ricerca, a uno studio, e in questo caso a un evento, quella profondità che manca a un approccio puramente storico, e che si concretizza in un "perché?" che è problematizzazione dell'ovvio. ...
  • La presentazione del libro su Luigi Veronelli; di amicizie e riflessioni

    L'invito della presentazione

    E' passata già una settimana dalla presentazione del libro "Luigi Veronelli. La vita è troppo corta per bere vini cattivi" di Gian Arturo Rota e Nichi Stefi. Di questo libro ho già parlato brevemente quando, leggendone le prime pagine, rimasi incantata dalla "lettera aperta ai giovani estremi". Proprio grazie a questo post, Arturo e io iniziammo una bella corrispondenza fatta di scambi di idee, riflessioni e modi di concepire l'Uomo e il mondo venata di quell'impronta veronelliana che per Arturo è naturale, e che io ho sempre sentito mia. ...
  • I regali di Natale: la cena dei ricettari della Grande Guerra e un’apparizione in TV

    Questo 2012 sta terminando, domani sarà già Natale. Un Festività che mi prende un pò alla sprovvista quest'anno, sarà che non ha mai fatto veramente freddo (almeno qui a Roma), ma faccio ancora fatica a realizzare che è Natale! Dicembre è stato un mese ricco di novità, a livello professionale tutte entusiasmanti. L'antropologia dell'alimentazione trova sempre più interesse anche nei media, e non solo nei ristretti ambiti dell'enogastronomia di nicchia, o nelle  polverose aule accademiche... Insomma tra addetti ai lavori! ...