Dal Salam d’la duja al laboratorio di panificazione del Museo di Pastena

Siamo entrati nell’autunno, presto arriveranno i primi freddi ed è piacevole pensare a una serata da passare intorno a un piatto che profuma di camino e di vecchi sapori, ormai quasi del tutto spariti. E’ il caso del Salam d’la duja, antica ricetta per conservare la carne, nata in quella terra di confine che si estende da Vercelli a Novara, lungo la bassa Val Sesia poi a Mortara, Vigevano, Pavia, seguendo poi il Ticino fino a Mantova tra Po e Mincio. Terra d’acqua, da qui l’esigenza di conservare le salciccie non appese, ma immerse in un aromatico strutto speziato, che profumava e rendeva morbidissima la loro carne. Ne ho parlato per Lavinium memore della promessa di raccontare, di volta in volta, le origini di una ricetta storica dedicata ad uno dei metodi di conservazione del cibo.

La locandina del Laboratorio di panificazione

Dalla fiamma del camino sulla quale si facevano scaldare queste deliziose salciccie, poi adagiate su una spessa fetta di pane casereccio, si passa al fuoco di un forno a legna dove infornare un pane fatto con le proprie mani, lievitato grazie a una pasta madre accudita nel tempo come fosse un membro della famiglia. Ecco allora che nasce il Laboratorio di panificazione del Museo della Civiltà Contadina e dell’Ulivo di Pastena, dedicato ai pani laziali e ciociari. A tenerlo sarà Rossella Di Bidino, foodblogger di Ma che Ti Sei Mangiato, che ne curerà la parte tecnica, mentre a me spetterà la parte introduttiva di antropologia dell’alimentazione. Due giorni dedicati alla cultura del pane: storia, tradizione e tecnica, che alla fine vedrà i partecipanti cuocere i loro impasti nei forni a legna messi a disposizione dal comune di Pastena. Grande importanza verrà data alle farine, quale ingrediente cardine del pane, e al lievito; si utilizzerà la pasta madre che verrà poi regalata a ogni partecipante interessato a prendersene cura attraverso il rituale del rinfresco. A coronare il tutto una corposa pubblicazione scritta da Rossella Di Bidino e me sul pane, con la spiegazione del laboratorio, le ricette e la parte antropologica.

E’ per noi motivo di ogoglio avere come Sponsor tecnico il Mulino Marino che ci fornirà le sue fantastiche farine biologiche con le quali lavorare. Mentre per dormire e mangiare abbiamo affidato a La Locanda del Ditirambo (che ha creato per noi dei menù appositi legati al territorio ciociaro) e a La voce del Vento il compito di accogliere i partecipanti con delle vantaggiose convenzioni.

Il laboratorio potrà avere un max di 20 partecipanti e il suo prezzo è di 45€. Per informazioni vi rimando alla locandina del laboratorio qui di fianco. Vi aspetto in tanti, anche perchè questo è uno dei modi per raccogliere fondi a favore del Museo e delle sue future attività!

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