Symbola: una mostra di archeologia sul potere dei simboli, anche alimentari

E’ molto tempo che non aggiorno il blog, un po’ perché sto ripensando al mio modo di comunicare l’antropologia alimentare un po’ perché sono stata chiamata a seguire molti progetti che hanno reclamato tutta la mia attenzione (e che ancora lo stanno facendo).

Proprio ieri sera ho avuto il piacere di partecipare all’inaugurazione della mostra “Symbola. Il potere dei simboli” ospitata nella prestigiosa cornice dello Stadio di Domiziano a Roma, curata da Vincenzo Lemmo e dall’associazione culturale Vicus Italicus in collaborazione con il Nucleo Polizia Tributaria Roma della Guardia di Finanza. Una straordinaria rassegna di opere e manufatti di interesse archeologico, che esplorano il tema della simbologia nell’antichità dal punto di vista delle tradizioni funerarie, politico-sociali, magico-religiose e alimentari.

 

Una delle vetrine dedicate all’alimentazione

In questo ultimo ambito, grazie al quale la mostra ha ottenuto il patrocinio di Expo 2015, ho avuto modo di collaborare anche io, approfondendo l’importanza della simbologia alimentare nel mediterraneo antico, in particolare nell’ambito del Simposio e del Sacrificio, dove le libagioni rispettivamente di vino e di carne assumevano un ruolo fondamentale.
I reperti archeologici legati al mondo dell’alimentazione esposti nella mostra “Symbola” (recuperati dalla Guardia di Finanza), ospitati in due belle vetrine, hanno così assunto al loro compito di catalizzatori culturali in grado di comunicare quanto i costumi alimentari, nell’antichità greco-romana, marcassero con forza le differenze e segnassero l’identità, sia all’interno che all’esterno della società.
Il cibo è infatti un sottosistema culturale attraverso il quale è possibile cogliere la struttura del pensiero, il codice per il mezzo del quale si trasmettono informazioni sul sistema sociale nel suo complesso. Un vero e proprio sistema di comunicazione quindi, in cui l’alimentazione ci permette di cogliere le correlazioni che esistono tra la struttura del pasto e i rapporti sociali delle persone che di norma mangiano insieme. Rivelandoci come siano significative le connessioni tra comportamento alimentare e comportamento sociale.
Il cibo viene usato per enfatizzare e sottolineare i rapporti sociali, per comunicare sentimenti di accettazione o rifiuto, informazioni sul posto che si occupa nella gerarchia familiare e sociale. Inoltre il cibo svolge una funzione importante nei rituali di celebrazione di grandi e piccole occasioni e ricorrenze, sia pubbliche che private. Ogni evento speciale: nascita, matrimonio e morte viene così contrassegnato dalla preparazione di cibi particolari, elementi necessari perché il valore simbolico e rituale della circostanza sia riconosciuto e sottolineato. Attraverso il cibo l’individuo costituisce l’ambiente in cui vive, scambia messaggi con altri individui, stabilisce rapporti.

E’ questa l’importanza del simbolo, capace di investire ogni ambito indagato da questa bella mostra, corredata da reperti di grande bellezza e fascino.

Il catalogo della mostra edito della Dielle editore

Un modo, per me, di aiutare a far capire come i modelli culturali, le strutture profonde che ancora oggi governano la consumazione del cibo hanno radici antiche e affettive, in grado di raccontarci il percorso storico che ha reso il rito alimentare un meccanismo sempre più complesso e allo stesso tempo i cibi sempre più efficaci a livello simbolico.

Symbola sarà ospitata a Roma dal dal 16 ottobre 2015 al 15 aprile 2016. Nel catalogo, edito da Dielle Editore, tra i tanti interessantissimi contributi, troverete anche il mio: “Sacrificio e Simposio: la simbologia alimentare nel Mediterraneo greco-romano“.

Vi aspetto!

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