La Birra d’Abruzzo

Il 6 dicembre avrete modo di scoprire un lato dimenticato e un po’ triste, della storia della birra italiana. A farmela conoscere è stata Erika Iacobucci, bravissima archeologa conosciuta ad Antiche vie, Antichi sapori.

Montenero Val Cocchiara,è in questo piccolo paese, sospeso tra Abruzzo e Molise, che si è nata una delle prime migliori birre industriali d’Italia. E la Birra d’Abruzzo. Siamo nel 1921, in un piccolo birrificio che passa in breve tempo da una produzione di circa 2000 ettolitri di birra a 6000 e oltre. Cifre che preoccuparono alquanto la società Birra Peroni, che ne divenne azionista di maggioranza nel 1930, e che nel 1936 chiuse definitivamente lo stabilimento di Birra d’Abruzzo.

Un vero peccato, perché questa birra era un prodotto molto apprezzato a livello popolare, distribuita capillarmente in città, borghi e villaggi d’Abruzzo, anche i più sperduti. Un prodotto che non si limitò al solo Abruzzo, questa birra era presente anche in varie regioni d’Italia grazie alla presenza, accanto al suo stabilimento, di una ferrovia che facilitava la sua distribuzione.

Il birrificio dava lavoro, tra uomini e donne, a più di 100 persone, le cui vite professionali (e questa è un fatto veramente molto interessante dal punto di vista antropologico) sono state attentamente annotate nei registri della società. La storia di questa birra, che arrivò a offuscare un colosso come la Peroni, sarà la protagonista dell’evento in programma proprio sabato 6 dicembre alle 16:30 presso la delegazione comunale di Villa Scontrone. A questo tema sarà dedicato un convegno, seguirà poi la presentazione delle ricerche d’archivio e una mostra fotografica corredata da testimonianze inedite. A corollario dell’evento ci sarà infine la degustazione di birre artigianali abruzzesi e di prodotti tipici.

Dobbiamo al sindaco di Scontrone Ileana Schipani, l’iniziativa di resuscitare la storia dimenticata di questo birra, un progetto di vera e propria archeologia industriale che ha in futuro molte iniziative interessanti, tra le quali quella di tornare presto a produrla, grazie ai giovani del posto.

Vi lascio due interessantissimi link dove approfondire la sua affascinante storia, e vi consiglio di non perdere l’opportunità di ascoltare dal vivo i ricordi di chi ci ha lavorato alla sua produzione.

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