Due progetti a… Dublino (anzi, tre)

 

Trovarsi un giorno a Dublino, per incontrare (dopo 15 anni!!) un amico, e portare nella valigia due progetti da proporre all’Istituto di cultura italiano.

Ad aspettarmi in città Massimiliano Roveri, Francesco Pallanti e Luca Buonfiglio di Cantiere Creativo  invitati, sempre dall’Istituto Italiano di Cultura di Dublino, a raccontare, presso l’Irish Architectural Archive, la storia di come stanno portando nel social web l’istituzione che ha “inventato il Rinascimento, ovvero l’Opera di Santa Maria del Fiore di Firenze.

E’ insieme a loro che curerò i progetti che ho co-proposto: una mostra dedicata alla tessitura abruzzese di Assunta Perilli e un’altra sul parallelo tra emigrazione italiana e irlandese in America tra Ottocento e Novecento. E’ tutto ancora un work in progress ma si stanno prospettando interessanti opportunità per approfondire delle tematiche poco conosciute anche a noi italiani.

Tra un appuntamento e l’altro c’è stata però la scoperta di Dublino. Una porta in terra di Hibernia.

Ho fatto tesoro di questa 3 giorni e ho visitato quanto più possibile, immersa in un piacevole stupore, perché oltre che molto bella questa città è anche attraversata da una solarità tutta sua, che trovi nascosta nei pub ed è insita nella gente.

Nonostante non sia riuscita a bere la tradizionale Guinness (con grande costernazione del mio amico Max) il clima del pub me lo sono goduto sornionamente, osservando e godendone l’atmosfera calda, protettiva (qualcuno aggiungerebbe “filosofica”).

E poi Dublino profuma di cibo, a ogni ora, ti avvolge in sfumature di pietanze, e non c’é quasi una grande differenza tra l’ora di colazione e la sera, a cena. Dublino é una terra di mezzo tra una fiaba e una metropoli. Dove le ondulate colline dell’orizzonte, quasi una promessa, attendono il viaggiatore, porte di un’ulteriore dimensione, tanto bella da far quasi male… e le stai soltanto immaginando.

Già, il cibo, come avrei mai fatto a non interessarmi delle tradizioni gastronomiche del posto? A parte provare qualche piatto “tipico” alla mie ripetute domande “ma prima delle patata cosa mangiavano questi irlandesi?” non ho ricevuto risposte convincenti, ma anzi, un invito ad approfondire la questione…

… e qui nasce il mio terzo progetto in terra Irlandese, per adesso ancora top secret, faccio solo un nome Darina Allen.

1 Reply to "Due progetti a... Dublino (anzi, tre)"

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    Rossella 10 dicembre 2013 (12:49)

    Sei inarrestabile!
    Darina Allen: mi sono segnata il nome. Ti tendo d’occhio 🙂

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